Arriva il governo dell’Antimafia. E degli Effetti Collaterali.

6 febbraio 2010

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Ecco il governo degli Effetti Collaterali.

L’inasprimento delle pene per i mafiosi, che in presenza di tre aggravanti prevede che la pena possa raggiungere anche 25-30 anni, determina il passaggio di competenza alla Corte d’Assise.

Conseguenza: i difensori di numerosi imputati per Mafia hanno colto la ghiotta occasione per richiedere l’azzeramento del processo e il passaggio di competenza alla Corte d’Assise.

In Sicilia, in soli due giorni, già tre processi per Mafia hanno subito uno stop improvviso, dando ossigeno a difensori e possibili mafiosi. Uno anche a Catania.
Dulcis in fundo, questa norma vale anche per processi già conclusi. Insomma, anni di lavoro dei tribunali azzerati per legge.

Esempio concreto: i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono stati appena condannati a 30 anni.
Adesso i loro difensori non si faranno sfuggire l’occasione per far azzerare i processi e farli ricominciare da zero.

La reazione del Ministro Alfano? Testualmente: “il governo dell’antimafia, delle leggi e dei fatti, provvederà a evitare che effetti distorsivi possano verificarsi soprattutto per i processi in corso”.
Insomma, il Ministro non se l’aspettava. Ma ne approfitta per fare un pò di marketing.

Come spesso accade, ci troviamo di fronte ad una imbarazzante alternativa. Certi che il Ministro non possa essere in malafede, dobbiamo virare verso incompetenza e inadeguatezza.

Non è un bel giorno per un siciliano.
Ma è un bel giorno per l’avvocato di un Mafioso.
Almeno.

Livio Gigliuto, Segretario dei Giovani Democratici Città di Catania.


Aderisco ad Un’Altra Catania!

2 febbraio 2010

Clicca sul Banner per Aderire Online!

La Catania del Centrodestra è la Città delle occasioni perdute.

Le sue bellezze, la sua vitalità culturale, il carico di intelligenze che dobbiamo anche ad un Ateneo di grandi tradizioni. La sua forza commerciale. Tutto svilito da una classe politica troppo occupata dalla foga di avere in pugno ogni singolo cittadino, la sua vita, la sua sopravvivenza. Una condizione in cui la Mafia trova le più solide basi per costruire il proprio sviluppo.

Ai Giovani Democratici Città di Catania tutto questo non sta bene. E vogliono restituire a questa Città una prospettiva diversa. Collaborare alla costruzione di una alternativa. Di persone e idee. Idee Nuove, volte all’Innovazione.

Per trasformare Catania da città da cui tanti giovani scappano per costruire il loro successo ad ambiente ideale per scommettere su se stessi.

ADERISCI AD UN’ALTRA CATANIA

ADERISCI AI GIOVANI DEMOCRATICI


MAI PIU’ – 27 Gennaio 2010 – Giornata della Memoria.

27 gennaio 2010

“Mai dimenticherò quella notte, la prima notte al campo, che ha fatto
della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi
trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherà quel silenzio notturno che mi ha tolto per tutta l’eternità
il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia
anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò,
anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso.
Mai. “
Elie Wiesel, A7715 da “ La Notte”

Il 27 Gennaio del 1945 si aprivano i cancelli del luogo che, più che mai rappresenta la scellerata follia dell’uomo, Auschwitz. Non solo questo luogo ma anche altri furono teatro dei crimini più ingiusti ed efferati che macchiano ed indignano allo stesso tempo l’umanità, che segnano la storia di quel “Secolo breve”. Fu un periodo buio in cui il peso di tanti atti pendeva su tutta l’umanità, poiché gli orrori della Shoah erano agli occhi di tutti. Le personalità che contribuirono alla ricostruzione della vita nei campi di concentramento furono moltissimi; tutti orrendamente schiacciati dal peso di quei giorni.
Sessantacinque anni dopo in Italia viene oggi, celebrata la Giornata della memoria per non dimenticare e ricordare sempre quel giorno, in cui le porte di quell’inferno furono spalancate.
È in occasione di questa giornata che i Giovani Democratici della città di Catania, non vogliono solo “ commemorare” questa giornata ma aprono una profonda riflessione sul ruolo chiave per tutti i ragazzi, di una data come questa. Non basta, infatti, ricordarsi solo ciò che è stato e mantenere vivo il senso della memoria, poiché sorge una problematica alquanto importante ovvero ridurre ad unico mezzo di “racconto” il libro di storia. Rischiamo infatti una conseguenza ancora più brutta della “dimenticanza”, la cristallizzazione di questi momenti e la conseguente indifferenza delle successive generazioni. In questo modo svuoteremmo di significato l’importanza del senso della memoria.

La storia e l’incontro con essa non è solo un incontro fatto sui libri, ma è l’educazione al significato di essa attraverso i valori che perpetuerà il ricordo nel tempo.
Il Giorno della Memoria è stato istituita per legge, ma non è solo in questo giorno che si deve creare il forte dibattito e rispondere alle domande su un tema delicato come questo, in particolare in questo periodo in Italia.
Adesso più che mai, in un momento fortemente inasprito dalla vicende riguardanti l’immigrazione, è necessario un forte segno ed insegnamento contro il razzismo, contro qualsiasi crimine per chi è diverso o di un’altra religione qui in Italia come in tutta l’Europa.
È quindi che, attraverso la stimolazione del nostro senso critico, della nostra capacità di riflessione e di giudizio non commettiamo lo stesso errore, lo stesso crimine di chi ha voluto la Shoah.


Martina Guarrera

Responsabile Creatività Giovani Democratici città di Catania


COMUNICATO STAMPA – Teatro Massimo Bellini

25 gennaio 2010

La condizione in cui versa il Teatro Massimo Bellini è inaccettabile. Il Bellini rappresenta il simbolo della vita culturale di Catania ed è stato, per tanti giovani catanesi, il principale mezzo attraverso cui avvicinarsi al Teatro e alla cultura. Esprimiamo gratitudine e solidarietà ai lavoratori, anche in questa condizione di emergenza esempio di professionalità e passione. Ma al contempo chiediamo al Sovrintendente Fiumefreddo di non essere di ostacolo alla rinascita del Teatro. L’Amministrazione comunale assuma comportamenti responsabili e finalmente propulsivi per restituire a Catania il profilo culturale da tempo ormai smarrito.

Livio Gigliuto

Segretario Giovani Democratici Città di Catania


Le priorità del Governo? Combattere la Giustizia … e Sky Italia

22 gennaio 2010

Il Paese affonda nell’omofobia, nel razzismo, nelle prospettive di un futuro sempre più incerto per i giovani. E quali sono le priorità del nostro Governo? Salvare il Premier dal processo Mills, dopo il buco nell’acqua del Lodo Alfano, e salvare Mediaset Premium dalla concorrenza di Sky.

Se il ddl che sancisce il processo breve è ormai tristemente noto, meno noto è il Decreto Legislativo 169, meglio conosciuto come “Decreto Tv” o “Decreto Romani” dal nome del suo principale ideatore: il viceministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani con delega alle Comunicazioni. Il 27 Gennaio prossimo è previsto l’esame in commissione, ma da quando il testo (una ventina di pagine e circa 40 articoli a fronte di una delega parlamentare da 11 righe scarse) è stato reso pubblico ha scatenato più di una tempesta.

Pd e Udc, insieme con una conferenza stampa congiunta, hanno rappresentato le loro perplessità di fronte ad un provvedimento che nel recepire una direttiva europea finisce per fare una serie di favori smaccati a Mediaset, il network televisivo del presidente del consiglio. Primo a saltare agli occhi è stato il taglio della pubblicità per le pay tv. Si passa dal 18% al 12%. L’Europa fissava un limite del 20% e dava libertà ai paesi membri di scegliere dove attestare la soglia. In Italia abbiamo deciso di farla scendere fino ad una percentuale che penalizza l’unico operatore della pay tv che supera il 12%. Mediaset Premium? No, Sky Italia, ovviamente.

Qualche giorno dopo sono arrivati Google e degli Internet Provider a lamentarsi. Sanzioni durissime, l’equiparazione dei siti internet alla disciplina delle tv che tradotto significa: multe e mille grane ogni qualvolta, ad esempio, un utente di YouTube si metterà a pubblicare un video protetto da copyright. E qual è l’unico network televisivo mondiale che invece di cooperare e stringere accordi strategici con la piattaforma di video sharing in questi anni ha adito le vie legali per chiedere un risarcimento per i suoi “video” caricati online indebitamente? Sky? No, Mediaset, ovviamente.

Ieri infine è arrivata quella che, in condizioni normali, sarebbe considerata “la prova regina” di un accanimento dell’esecutivo nei confronti di Sky: il divieto di mandare in onda durante il giorno film che non abbiano ottenuto il visto “per tutti”. Ci si sarebbe potuti dividere, “noi” intesi come opinione pubblica, sul tema: provvedimento di sacrosanta tutela dei minori o indebito restringimento della libertà d’espressione?
Il problema è che diventa da ingenui anche solo provare ad abbozzare un dibattito sul tema dopo aver scoperto che il divieto di trasmissione di film vietati ai minori riguarda anche le offerte on demand. Tuteliamo i minori con carta di credito? No, semplicemente impediamo a Sky di dragare denaro dall’offerta pay per view di film porno. Proprio quell’offerta recentemente passata a coprire le 24 ore della giornata nel tentativo di provare ad incassare più dei 68 milioni di euro l’anno che entrano normalmente nelle tasche di Murdoch grazie all’irrefrenabile istinto onanista dei suoi abbonati.

Il prossimo decreto in materia di tv cosa stabilirà? Che è vietato abbonarsi alle pay tv che iniziano per “S” e finiscono per “Y”?

Denise Ciolino

Responsabile Organizzazione Giovani Democratici Città di Catania


Un buon natale, un grande 2010

25 dicembre 2009

Il 2009 è stato, per i Giovani Democratici della città di Catania, un anno importante. Ci avviciniamo alle soglie del 2010 con tanto lavoro alle spalle e un carico di entusiasmo nei serbatoi.

Abbiamo cercato, in questi mesi, di offrire un’alternativa ai tanti giovani Catanesi che sperano ancora di poter restare a Catania. In una Catania diversa.

L’abbiamo fatto attraverso attività culturali, momenti di socializzazione, iniziative politiche e una costante informazione su quello che succede in Città e che, spesso, rischia di sfuggirci. L’abbiamo fatto prendendo sempre una posizione, anche quando non era facile o conveniente.
Cercando di farlo sempre nell’interesse dei Catanesi. Di Tutti i Catanesi.

Ai tantissimi giovani che ci hanno dato una mano, dando attenzione alle nostre iniziative e aiutandoci a realizzarle, vanno i nostri più sentiti auguri di uno Splendido Natale e di un 2010 all’altezza delle loro Aspettative, delle loro Speranze, dei loro Meriti.

Continueremo ad impegnarci, lo faremo di più.
Consapevoli che rimarrà la Vostra, straordinaria, attenzione.

Livio Gigliuto (Segretario Gd Catania)


Buone feste e felice anno nuovo

21 dicembre 2009


Giovani Democratici Orgogliosi e Alternativi – Mai Stampella di Lombardo

12 dicembre 2009

Giovani Democratici che non accettano di rinunciare al loro Progetto. Ad una Sicilia Nuova, lontana da logiche clientelari e aperta al Merito. Ad una Sicilia in cui poter Credere e in cui non dover cercare amici o raccomandazioni.

Giovani Democratici che vogliono una Sicilia che sia luogo ideale in cui scommettere su se stessi, sul proprio Futuro, sulle proprie Capacità.

Giovani Democratici, Giovani Siciliani, che credono che questo non sia possibile con l’ambiguità politica di Lombardo, con Miccichè, con questo Centro-Destra che vuole addormentare la Sicilia, per farne quello che vuole. Giovani che col Partito Democratico, NEL Partito Democratico, vogliono cambiare la Sicilia. A modo loro (vai al gruppo su FB)


Via le mani dagli occhi – 25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

27 novembre 2009

“La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace.” Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite.

La violenza sulle donne è una violenza sui diritti umani.
Assume varie forme, tutte ugualmente atroci: violenza domestica, stupri, traffico di donne e bambine, induzione alla prostituzione e violenze perpetrate in occasione dei conflitti armati, quali omicidi, stupri sistematici, schiavitù sessuale e maternità forzate. Comprende ancora: delitti d’onore, infanticidi femminili e selezione prenatale del sesso a favore dei bambini di sesso maschile, mutilazioni dell’apparato genitale femminile.
Atrocità subite dalle donne per il solo fatto di essere donne.
Tutti i governi hanno la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società, durante i conflitti armati.
Ma alla violenza nella maggior parte dei casi si aggiunge il silenzio, l’indifferenza, l’apatia della società.
Secondo un indagine ISTAT negli ultimi dodici mesi in Italia il numero delle donne vittime di violenza fisica o sessuale ammonta a 1 milione e 150 mila, con tassi più elevati tra le donne dai 16 ai 34 anni.
Nel 96% dei casi le violenze non sono denunciate.
Come può definirsi democratica una società che non protegge le sue donne? Che le spinge a tacere il male subito per paura di ritorsioni, ostilità e, nel migliore dei casi, indifferenza?
Un Paese che consente il perpetrarsi di tali abusi sulle sue donne è un Paese che viola i diritti umani.
Un uomo che violenta una donna non è un uomo, è niente. Leggi il seguito di questo post »


Un progetto di riforma “contro” la giustizia – IL DITO

14 novembre 2009
Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta, la maggioranza torna alla carica con il progetto di riforma della giustizia. Con intenti che sembrano “punitivi”. Riflessioni sui punti salienti e sul ruolo del Partito Democratico

A seguito della bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale, con chiaro intento punitivo la maggioranza parlamentare ha riportato in auge il tema della riforma costituzionale della giustizia, in stallo nei mesi precedenti la sentenza della Corte.
“L’obiettivo della riforma è quello di riportare in perfetto equilibrio i piatti della bilancia della giustizia, adeguando anche la Costituzione alle esigenze di efficienza e modernità di una democrazia compiuta”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia Alfano in una recente missiva pubblicata su Panorama.
Quali i punti di riforma che il ministro, e con lui la maggioranza, sbandierano come prioritari per realizzare questo “perfetto equilibrio dei piatti della bilancia” ?
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